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Venaria Reale

 

 

VENARIA REALE

Venaria, un po' di storia...

Venaria originariamente era denominata Altessano Superiore, essendo ritenuta più sana per la sua posizione più elevata rispetto alla zona circostante. Il territorio era diviso in due parti: Altessano Superiore ed Altessano Inferiore. Il nome Venaria, derivato dal termine "Venari", che in francese significa "caccia a cavallo", residenza degli ufficiali della caccia Reale, riserva di caccia, fu dato al palazzo per la caccia fatto costruire dal Duca Carlo Emanuele II, verso il 1600 in Altessano Superiore, e in seguito fu esteso al borgo stesso. I due borghi di Altessano, autonomi l'uno dall'altro, preesistevano al Castello di Venaria, ma è difficile ricostruirne le precedenti vicende storiche e sociali per mancanza di documenti.

Il Borgo antico

L'attuale Centro Storico di Venaria fu realizzato fra il 1667 e il 1690 su progetto di Amedeo di Castellamonte. Il punto focale del Borgo è rappresentato dalla Piazza dell'Annunziata, dedicata all'Annunciazione di Maria. Le due statue poste sulle colonne erette al centro delle esedre raffigurano l'Angelo Annunziante e la Vergine: la forma particolare della piazza ricorda inoltre il medaglione del Collare dell'Annunziata, simbolo di uno dei più antichi e prestigiosi ordini cavallereschi sabaudi.

La piazza fu concepita come un'area relativamente ampia tale da interrompere il lungo rettilineo della Via Maestra (o Contrada Granda, l'attuale via Mensa che conduce alla Reggia) per ridurlo in due tratti, e rappresentare dunque un'autentica tappa scenografica intermedia prima dell'effetto finale prodotto al termine della via con l'apertura visuale sul palazzo.

Il borgo cittadino aveva bisogno, del resto, di un luogo che fungesse da punto d'incontro sociale e culturale per la popolazione, e fosse anche espressione della vita produttiva di Venaria con la presenza di botteghe artigianali disposte in vista sotto i porticati.

Dopo la fase seicentesca, se si trascurano le opere di ristrutturazione della Chiesa della Natività di Maria Vergine in piazza dell'Annunziata intorno alla metà del Settecento ad opera dell'architetto Benedetto Alfieri, gli interventi edilizi ripresero solo durante il periodo francese e riguardarono prevalentemente la costruzione di nuove abitazioni nella zona a sud della Contrada Granda.

Terminata l'occupazione napoleonica, per un lungo lasso di tempo non si registrarono più modifiche urbanistiche sostanziali, semmai mutò la destinazione d'uso dei vari edifici: nel corso dell'Ottocento, insieme alla Reggia che fu convertita in caserma, tutta la città ebbe infatti un'impronta militare.

Itinerari Turistici

In città
Percorrendo l'antica Contrada Maestra (ora via Andrea Mensa) che taglia longitudinalmente il borgo, sulla quale s'affacciano quelli che furono i "Palazzi dei Cavalieri", e dove s'apre la Piazza Annunziata, simmetricamente scandita, nel suo classico barocco, da linee rette e semicerchi, magistralmente disegnate dall'architetto Amedeo di Castellamonte il quale, per creare vita sociale, ritenne necessario disegnare le facciate gemelle delle due chiese che inducono, chi percorre questo spazio, a provare un forte senso d'appartenenza alla realtà venariese sostandovi volentieri. Nell'emiciclo della Chiesa di S. Eusebio, ora ospedale civile, il Castellamonte costruì il "Palazzo dei Principi di Carignano" con uno splendido giardino all'interno e la magnifica sala delle colonne.

La seicentesca chiesa di S. Maria fu parzialmente distrutta nel 1753: si salvarono della struttura originaria solo la facciata e parte del coro. Fu incaricato per la ricostruzione dell'edificio l'allora architetto di corte Benedetto Alfieri.
L'edificio conserva il prezioso organo ottocentesco dei Mola.Giunti alla piazza del Castello, formato da due esedre simmetriche, si ha visione dell'imponente complesso, il frutto dell'impegno di cinque grandi architetti regi: Amedeo di Castellamonte, Michelangelo Garove, Filippo Juvarra, Benedetto Alfieri e Giuseppe Battista Piacenza.

La Reggia
La Reggia di Venaria Reale fu voluta nel 1659, dal Duca Carlo Emanuele II quale residenza di piacere e simbolo del potere di un ducato che, sostenendo il titolo regio con la memoria del possesso dell'isola di Cipro, aspirava sempre più a qualificare la propria prestanza nell'ambito europeo.

Di particolare fascino è la splendida Galleria di Diana (costruita dal Garove e riplasmata dallo Juvarra) dalla quale si raggiungono la Scuderia Grande e l'immensa Citroniera. Il percorso ha termine nella Cappella di S. Uberto, Santo patrono delle cacce, che rappresenta una delle tappe fondamentali della storia architettonica del settecento piemontese.

Poco distante, all'interno dell'ex Corte Pagliere, è situata la Sala del cavallo, caratteristica per la presenza di enormi affreschi raffiguranti due cavalli. Le indicazioni anatomiche riportate su di loro la accreditano come sede della Scuola Veterinaria istituita a Venaria, prima in Italia, nel corso del settecento.

 

Parco regionale La Mandria
Il grande muro di cinta del Parco La Mandria, costruito a metà dell'Ottocento, ospita la più intima delle residenze sabaude - gli Appartamenti Reali di Vittorio Emanuele II - e l'ultimo lembo rimasto di foresta planiziale. La particolare ubicazione del parco e la presenza all'interno del suo perimetro di tutela della Reggia appena inaugurata, fa di questo Parco un'importante meta per il turismo culturale e ambientale dell'intera regione.

Gli Appartamenti Reali del Borgo, all'interno del parco, furono poi nel corso dell'ottocento, il luogo intimo e discreto degli amori di Vittorio Emanuele II e della "Bella Rosina"; negli ambienti, perfettamente arredati, prevalgono le tonalità del rosso, del verde e del blu e le tende sono in tinta con le pareti.

I soffitti a cassettoni sono ricchi di decorazioni neo-rinascimentali con putti, trofei e strumenti musicali. (Acquisito dalla Regione Piemonte, il complesso ospita oggi, acconto agli ambienti reali, istituti museali e mostre).
 

Tra gli edifici che circondano il castello di interesse sono soprattutto i "Reposoir di Caccia della Bizzarria" ed il Castello dei Laghi, voluti da Vittorio Emanuele II come luoghi di sosta e riposo negli intervalli delle battute di caccia. Tra le numerose cascine rivestono un particolare interesse storico la "Vittoria" e la "Emanuella", (detta anche la Rubianetta), dedicate ai due figli di Vittorio Emanuele e di Rosa Vercellana. Vicino alla Rubianetta si trova la Cappella di S. Giuliano, edificata nel 1100 da una comunità di benedettini e riedificata nel 1400, conserva all'interno una serie di affreschi dell'epoca.

Altessano
Ad Altessano si trova la Cappella di S. Marchese che, secondo la tradizione, fu edificata presso il luogo di ritrovamento del sepolcro di un soldato romano, inviato nella zona per combattere le locali insurrezioni, che si convertì al cristianesimo e fu martirizzato; la Chiesa di S. Lorenzo realizzata all'inizio del novecento e la Cappella di S. Rocco costituiscono luoghi interessanti da vedere.