HomeIndietro

ValdieriPercorsoAppuntamenti

 

 

VALDIERI

STORIA

Sull'etimologia del nome del paese vi sono diverse ipotesi, ma la più accreditata è quella che la fa risalire al radicale celtico-germanico wald, che tradotto significa bosco. Si ritiene dunque che il radicale faccia riferimento agli abitanti del bosco, i Valderi. La voce assumerebbe quindi il significato di "Luogo abitato dagli addetti al bosco".
Le origini della villa sono probabilmente altomedioevali. Il primo documento a confermare l'esistenza di Valdieri (Valderio) è la Bolla pontificia di Innocenzo IV, de11246, che elenca le dipendenze dell'abbazia di Pedona. Alcuni anni dopo, nonostante le rivendicazioni dell'abbazia su tutta la Valle Gesso, Valdieri, seguendo le sorti di Cuneo del cui distretto fa parte, presta giuramento di fedeltà agli Angiò. Nonostante tutto, i valdieresi, fra cui il feudatario Giacomo Lovera, continuano a riconoscere i diritti dell'abate. Sotto la signoria provenzale la villa si costituisce in comune. Con la caduta del governo angioino passa sotto il dominio di Amedeo VI, il Conte Verde, che la infeuda (1372) a Carlo dei Marchesi di Ceva. Nel 1424 Valdieri ritorna sotto il dominio dei Savoia, seguendone le sorti con alterne vicende quasi ininterrottamente fino al trattato di Cateau Cambresis (1559). Il duca Carlo Emanuele I nel 1620 del territorio di Valdieri fa una contea, infeudandola a Sebastiano Valfredo signore di Castel Rainero.
Nel 1630 la peste miete moltissime vittime. L'anno successivo si celebrano cinquantotto matrimoni, in gran parte tra vedovi e vedove. Il 19 ottobre 1688 il comune acquista il diritto di fregiarsi dell'attuale stemma. Le guerre degli anni che seguono, seppur non interessando direttamente il paese, pesano sulla sua povera economia. Con il dominio francese la situazione si aggrava per la presenza sul territorio delle truppe rivoluzionarie, che compiono scorrerie danneggiando case ed edifici religiosi e razziando le poche risorse disponibili.
L'Ottocento mette ancora alla prova Valdieri, che viene colpita da catastrofi naturali. Sono soprattutto le inondazioni, in particolare del rio Colletto, a procurare danni e perdite umane. L'istituzione della reale ri-serva di caccia nel 1857 è importante sia per i benefici economici che apporta, sia per la realizzazione di alcune opere pubbliche. Con la conclusione dell'ultimo conflitto mondiale tornano alla Francia i territori d'Oltralpe e con questi la borgata di Mollières, aggregata al comune di Valdieri dal 1861.

(Tratto da: "La Valle Gessso" di Giorgio Bernardi - Ghibaudo Editore)

DA NON PERDERE

Municipio

In Piazza Vittorio Emanuele sorge il municipio costruito nel 1827 su progetto di Stefano Rovere. Sulla facciata spicca lo stemma comunale che porta al centro una croce bianca in campo azzurro, con in alto la scritta "Spes una salutis" e intorno ornamenti di vario colore: l'iscrizione indica la croce (sabauda) come unica speranza di salvezza. Sotto il portico una lapide ricorda la fondazione, siglata a Valdieri, il 15 agosto 1913, della Banca Nazionale del Lavoro.

 

Le Palazzine di Caccia

Pochi chilometri sopra Valdieri, lungo la strada che porta alle terme e alla testata della valle, si incontra Sant'Anna. Qui i soggiorni dei Savoia hanno dato vita allo sviluppo di un vero e proprio complesso residenziale, composto da abitazioni e strutture di servizio. Situate nei pressi della confluenza del rio Meris con il Gesso, si trovano la Casa del Re, quella della principessa Giovanna, gli alloggi per il personale, la cappella il cinema il forno, due stalle, una ghiacciaia e un magazzino. Un ponte levatoio consentiva ai reali di superare il corso del torrente. Attualmente questi edifici sono adibiti ad uso privato. Tra le altre palazzine di caccia che segnano il territorio dell'antica riserva, sono da segnalare la casa della Bella Rosin alle terme di Valdieri e la casa di caccia al Valasco, estremamente interessante per forma architettonica e bellezza del paesaggio. Purtroppo ne è rimasta solo la struttura esterna; l'interno, utilizzato per anni come gias estivo dai pastori, è in stato di completo abbandono.

Particolare della casa della "Bela Rosin" - foto di G. Bernardi

 

Casa Lovera

 

Prospetta sulla piazza Vittorio Emanuele I è casa Lovera con le vivaci pitture settecentesche della facciata. In una cornice barocca è raffigurato un frate inginocchiato che prega l'Immacolata. La casa è appartenuta ad un'antica famiglia nobiliare valdierese.

 

Santuario di Madonna di Colletto

 

A circa 1305mt. sul colle che separa la Valle Gesso dalla Valle Stura. Risalente all'inizio del '600: una lapide della facciata ricorda il 12.09.1943 giorno in cui qui si organizzarono i primi gruppi della Resistenza partigiana.

 

Santuario di Madonna di Colletto

 

A circa 1305mt. sul colle che separa la Valle Gesso dalla Valle Stura. Risalente all'inizio del '600: una lapide della facciata ricorda il 12.09.1943 giorno in cui qui si organizzarono i primi gruppi della Resistenza partigiana.

Per le foto si ringrazia A. Rivelli