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Costigliole S.

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COSTIGLIOLE SALUZZO

LA MITEZZA DEL CLIMA

Costigliole Saluzzo trae il suo nome da quello latino delle ultime, basse propaggini del Monte Pagliano costeolae su cui sorse. Quel monte selvoso, situato tra gli sbocchi delle valli Varaita e Maira, lo protegge dai venti freddi che scendono dalle vallate alpine. Il luogo infatti ha un clima mitissimo, in cui maturano le olive e prosperano le piante esotiche e vitigni delicati come il Quagliano, i cui frutti, di buccia sottile e tenera e di sapore fresco e dolce, sono particolarmente adatti all'ampeloterapia e danno un raro vino da dessert di sapore fruttato. Il dislivello tra i 450 metri s.l.m. della piana ed i 500 metri dell'altura su cui sorgono il borgo antico ed i "castelli" crea uno straordinario effetto scenografico, che colpisce tutti i visitatori di Costigliole.

TRACCE NASCOSTE

Chiunque abbia il gusto nella ricerca dell'indagine, e non solo lo storico di professione, potrà scoprire le tracce della storia del paese nel suo territorio: un rudere di mura, un resto di fortificazione semisepolto tra il terriccio e la vegetazione, un particolare di edificio, un tracciato di sentiero, una cappella campestre rimaneggiata rimandano ad una storia da scoprire, strappando all'oblio testimonianze sepolte sotto le rovine delle ripetute distruzioni subite. Costigliole infatti, forse più ancora dei luoghi vicini, ha alle spalle un passato di aggressioni e di ferocia, nel basso medioevo, per la sua funzione di testa di ponte del Marchesato di Saluzzo, protesa verso le terre di altri signori. Dalle fonti scritte si sa che fu abitato dal secolo XI, ma recenti scavi di sondaggio fanno supporre che i primi insediamenti risalissero all'età del ferro e che in età romana fosse un sito di una notevole importanza.

ANTICHE DIMORE

Nei secoli passati, anche per l'amenità del luogo, Costigliole fu scelto da varie famiglie nobili per erigervi dimore di residenza o di villeggiatura, adorne di parchi e di giardini. I più antichi di quegli edifici, in forma di castelli, dominano il borgo medievale sulle pendici rivolte verso il torrente Varaita; altri, di aspetto meno maestoso si affacciano sulla via principale. Tra questi ultimi, il Palazzo dei Conti Giriodi, ora sede del Comune, è notevole per il portale e l'atrio di ingresso, opera del Vittone (1740) e per gli eleganti soffitti affrescati. Poco lontano, il Palazzo La Tour, dono del conte Tommaso Alberto Saluzzo di Casteldelfino alla sposa (prima metà del '700), si raccorda con un arioso accesso a loggiato alla via maestra, un tempo teatro di passeggi. Già abbellito da pergolati e giardini, ora il Palazzo la Tour ha perso la bellezza di un tempo, malgrado i parziali interventi fatti di recente.

LA CHIESA PARROCCHIALE DI S.MARIA MADDALENA

La Chiesa Parrocchiale, fondata probabilmente agli inizi del '400, subì distruzioni e rimaneggiamenti, come gli altri edifici monumentali del paese. Tuttavia, in un locale sotterraneo non più adibito al culto, si conserva un notevole affresco attribuito al famoso "Maestro d'Elva", Hans Clemer, e nel suo sottotetto resta parte di un ciclo di affreschi a grisailles, databile agli inizi del '500, con la storia di S.Maria Maddalena. Una flagellazione su tela, attribuibile a Cesare Arbasia, è conservata nella cappella del Crocefisso.

I TRE CASTELLI

I tre imponenti manieri che sovrastano il borgo furono edificati, tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Seicento, sulle rovine di un'altra o di altre costruzioni fortificate. Le loro sagome turrite, perciò, dato il periodo in cui si collocano, indicano più una scelta di stile che una destinazione militare. Il più recente e grandioso, chiamato in questi ultimi decenni "Castello Reynaudi", dal cognome di uno degli ultimi proprietari, è suggestivo soprattutto per la posizione, incombente sul corso del Varaita. Sulla stessa spianata, un pò all'interno, sorge il "Castello Rosso" recentemente acquisito da un centro medico-alberghiero. Immerso in un parco all'inglese, il "Castello Rosso" reca importanti tracce artistiche del suo passato di affreschi di età rinascimentale. In posizione leggermente inferiore, il "Castellotto", adibito ad abitazione privata, vive momenti di splendore durante la rappresentazione del Presepe Vivente, quando le sue mura ed il suo loggiato si affollano di figuranti in costume.

UN TEATRO NATURALE PER IL PRESEPE VIVENTE

In questo "teatro", che la natura e la storia hanno regalato ai Costigliolesi, negli anni pari, a Natale, si allestisce il Presepe Vivente: una rappresentazione di tipo teatrale che fonde, insieme ai contenuti, la possibilità di utilizzare effetti tecnici, luminosi, scenici e sonori di grande effetto. Sia per l'alto numero di partecipanti, che supera le trecento persone, sia per l'impiego di mezzi, è sicuramente la più imponente manifestazione organizzata a Costigliole.

L'UVA E IL VINO QUAGLIANO

Vino rosso del Saluzzese, insieme al Pelaverga della Valle Bronda, il Quagliano è coltivato su una breve fascia collinare che si estende da Costigliole Saluzzo a Busca. Il grappolo ha acini grossi, viola intenso a maturità, la polpa è succosa e zuccherina e per questo è indicato da dessert. Il vino è di un bel rosa intenso, ha un tenue profumo di frutta e un sapore amabile, di medio corpo, con bassa alcolicità. La recente tendenza a valorizzare anche i vitigni minori ha portato l'interesse anche su questa coltivazione che è in corso di riconoscimento come "Colline Saluzzesi - Quagliano di Costigliole d.o.c.".