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BORGO SAN DALMAZZO

 

Storia

Borgo San Dalmazzo ha una storia lunga 24 secoli: secondo alcune fonti - infatti- la presenza di un primo insediamento Celto-Ligure risale al 300 a.C. Vi si insediarono dapprima i Liguri, i romani ne fecero un centro strategico per il controllo dei commerci con la Gallia. Con il crollo dell'impero, anche Borgo fu soggetta alle scorrerie barbariche; distrutta dai Saraceni nell’XI secolo, i Benedettini ne restaurano l'Abbazia ed attorno ad essa si sviluppò la nuova città. Arrivarono poi gli Angioini, che la dominarono fino alla fine del '300.

Oggi la città é un importante centro artigianale ed industriale posto all'incrocio di tre valli, assai nota per la sua cucina a base di lumache. Importante centro di passaggio per i collegamenti con le località della vicina Riviera Ligure e della Costa Azzurra, raggiungibili in poco più di un’ora, negli ultimi anni Borgo San Dalmazzo é diventata, sempre con maggior successo, un rinomato centro fieristico. Nei rinnovati locali delle ex-industrie Bertello é stato infatti allestito un ampio padiglione commerciale. Quattro sono gli appuntamenti di maggior prestigio organizzati durante l'anno. A marzo “Un borgo di cioccolato": manifestazione dedicata alla “golosità”. Ad aprile il “Salone della montagna” e la “Fiera di San Giorgio": fiera di primavera, sapori, odori, colori e gusti della primavera. A settembre la “Fiera Alpi Marittime Mestieri": manifestazione dedicata all'artigianato. A dicembre la 'Fiera Fredda": centenaria manifestazione dedicata alla lumaca.

Borgo San Dalmazzo, posto all’imboccatura delle Valli Gesso, Vermenagna e Stura, sulle antiche strade in direzione della Liguria e della Francia conserva nel centro dell’attuale centro abitato moderno tracce del villaggio medievale nato intorno all’Abbazia benedettina di san Dalmazzo di Pedona. Dell’antico monastero rimane la splendida chiesa romanica rivestita in epoca barocca di stucchi, dipinti e ori. All’interno della Chiesa il visitatore può oggi, grazie ad un articolato percorso acheologico e ad un piccolo museo ripercorrere 20 secoli di storia. Dalla Pedona romana con alcune tombe della sua necropoli, alla Chiesa paleocristiana costruita su una sepoltura divenuta oggetto di particolare venerazione, quella del martire Dalmazzo. La nascita e lo sviluppo di una abbazia benedettina a partire dall’VIII secolo hanno lasciato tracce significative nelle murature delle Chiese che si sono susseguite nei secoli. L’accrescersi dell’importanza di questo santuario cristiano a cui accorrevano folle di fedeli culminò in un ampliamento della chiesa che già nell’XI – XII secolo è a cinque navate con una splendida Cripta ora completamente restaurata. Alla facciata venne giustapposto un atrio monumentale, spazio per accogliere i pellegrini ed anche spazio sepolcrale privilegiato. Tracce di questo atrio sono visibili e indicate sull’attuale sagrato della chiesa. Alla fine del ‘600 la chiesa romanica viene rivestita di stucchi e dipinti ora completamente restaurati, la facciata romanica sopraelevata con un fastigio barocco che tuttora sovrasta l’antica facciata in pietre riportata a vista negli anni ‘80.
L’ interno barocco custodisce nelle 12 Cappelle laterali piccoli gioielli di famiglie nobili, di Antiche Confraternite. L’intero edificio è stato restaurato a partire dal 1995. dopo 10 anni di intenso lavoro l’intero edificio torna a splendere nella sua ricchezza di storia e di fede. Dall’alto della collina getta uno sguardo sulla cittadina il caratteristico Santuario della Madonna di Monserrato. Di lassù lo sguardo abbraccia la pianura sottostante in uno spettacolo, soprattutto alla sera, di rara bellezza.

I PERCORSI