SETTIMO TORINESE
Etimologia (origine del nome) Il nome deriva dal latino (ad) septimum (lapidem), ossia "presso la settima (pietra miliare)" riferendosi alla distanza da Torino, infatti si chiamò in passato Septimum Taurinensem. L'origine è sicuramente romanica anche perché oltre al nome era posta lungo un tracciato romano, cioè Torino-Pavia-Piacenza. Nel Villaggio Fiat fu rinvenuta un'iscrizione votiva intestata a Giove Ottimo Massimo, iscrizione che diciamo fa il pedant con D.O.M. - A Dio Ottimo Massimo che sta sul frontale di quasi tutte le chiese cattoliche. La posizione di Settimo posta tra Torino e Milano ha sempre fatto gola ai potenti del passato. Pertanto la Città è sempre stata al centro di contese; infinite quelle tra i Marchesi di Monferrato e i Savoia che alla fine la spuntarono nel 1435. Gli ultimi feudatari furono i Marchesi Galletti di Barolo, conti di Settimo; era la fine del XVIII secolo. Oggi Settimo è un grosso centro industriale nell'hinterland NE di Torino ma ciò è stato il risultato di un lunghissimo cammino iniziato sul finire del XVII secolo con il rinnovamento dell'agricoltura seguito dall'inizio del processo di industrializzazione all'alba dell'unità d'Italia. Scrivendo di Settimo Torinese non si può non ricordare don Luigi Paviolo, parroco di San Pietro in Vincoli. Il parroco si adoperò senza sosta nella protezione, dall'8 settembre alla Liberazione, di quanti erano ricercati dai nazisti. Vicino alla cascina Pramolle, sotto il cavalcavia dell'autostrada MI-TO, l'8 agosto del 1944 furono impiccati dai tedeschi sei giovani partigiani. Giovanni Gronchi nel 1958 concesse a Settimo Torinese il titolo di Città.Nel 2008 verrà celebrato il cinquantesimo anniversario di "Settimo Città" con lo slogan "Settimo, città bella da vivere" e "To be Settimo".
