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RIVAROLO CANAVESE
Il gonfalone Consiste di un drappo di colore azzurro ornato da ricami e caricato al centro dello Stemma Comunale. Intorno allo stemma compare una corona d'alloro. Nel suo disegno ricalca il primo gonfalone voluto dalla comunità nel 1848, in occasione della concessione dello Statuto Albertino.
Le Piazze Piazza
Garibaldi: Ricordata come "Piasa 'd San Roch" si apre sulla Via
Ivrea contornata da Palazzo Farina e dalla facciata della Chiesa: è
un palcoscenico ideale per manifestazioni. Piazza San Giacomo:
Prospiciente la facciata barocca della Parrocchiale si inserisce tra
Via Cavour e Via Trieste: nel 1998 è stato risistemato il cortile
della parrocchia mentre sul sagrato permane l'acciottolato originale
del 1776. L'edificio sulla destra della chiesa ospitava la sede del
Comune fino al 1838.
Piazza Litisetto: Sorta nel 1883 quale sede del mercato avicolo, nel sito dell'antico giardino di Palazza Lomellini, è contraddistinta da un porticato in cotto su due lati, parzialmente rifatto negli anni ottanta. Intitolata in origine a Vittorio Emanuele II era conosciuta come "Piasa del buro": attualmente la piazza è dedicata ad un partigiano caduto per la Libertà. Il lato sud è delimitato dall'ottocentesco palazzo della Fam. Faglietto poi donato al Famulato Cristiano quale sede di educandato e, in seguito, casa di riposo per anziani. Nel periodo estivo ospita manifestazioni culturali. Piazza Chioratti: E' il punto nevralgico di Rivarolo, crocevia per le varie direzioni. Si allarga dove un tempo sorgeva il Ponte della Botteria che valica la "bealera" e dalle cui spallette, secondo la tradizione, alcuni rivarolesi solevano oziare: di qui l'appellativo di "Bijautagambe". Nel 1798 vi fu eretto il primo albero della libertà. La roggia venne coperta con una volta a botte nel 1852: il toponimo "'l punt" è comunque sopravvissuto fino ai nostri giorni. Anch'essa oggi è dedicata ad un partigiano. Piazza san Francesco: Antistante l'omonima chiesa è stata completamente risistemata nel 1998. In origine aveva un fondo erboso con una gran pietra dove venivano depositati i feretri prima dell'ultima benedizione. Piazza Zanotti: E' delimitata ad est dalla Stazione Ferroviaria e, ad ovest, da Villa Bulva, bell'edificio ottocentesco con cancellata in ferro. Piazza Massoglia/Piazza Mulinet: Ricavate negli anni ottanta, sul sito delle vecchie discariche, hanno piacevolmente rimodellato l'accesso orientale della città. Queste piazze polifunzionali, oltre a costruire un ampio parcheggio, ospitano i mercati settimanali e le manifestazioni fieristiche.
Itinerari Naturalistici GIRO
DELLE FRAZIONI: Dalla strada per Favria,
all'altezza del Monumento ai Vigili del Fuoco Volontari, si svolta a
sinistra iniziando un interessante percorso su asfalto con possibili
deviazioni su sterrato. Si toccano le principali frazioni di
Rivarolo attraverso prati, seminativi e boschetti, costeggiando
rogge e ruscelli, incontrando isolati cascinali, vecchi forni e
resti di mulini.
Grangia Rossa: un tempo fattoria
padronale con scuderia, è appartenuta al conte Carlo Gaudio (1878).
Obiano: piccolo centro agricolo le cui case attorniano la
chiesetta di San Biagio; quella preesistente pare dipendesse
dall'Abbazia di Fruttuaria come indicato nel "Liber Decimarum" del
1368/70. Dopo le frazioni Bolleri, Paglie e Praglie
si raggiunge Sant'Anna: con chiesa ed edificio un tempo
adibito a scuola. Canton Baudini: pittoresco gruppo di case
con forno a legna per produrre pane per la piccola comunità.
Argentera: è la frazione più grande e più popolosa. Nel centro
si trova la Chiesa di San Grato Vescovo, costruita tra il 1771 e il
1822 e divenuta sede di parrocchia nel 1819. Il vicino cimitero,
edificato dalla famiglia Recrosio agli inizi dell'800, conserva al
suo interno il cippo dedicato a Renzo Scognamiglio e ad altri
quattro partigiani fucilati dai nazifascisti nel marzo del 1945.
Lungo la strada verso Mastri si incontra l'edificio che ospitava la
vecchia scuola e, poco oltre, la nuova sede delle Elementari.
Mastri: forma una comnunità di oltre 350 persone condivisa con
il Comune di Bosconero e Feletto. E' diffusa la produzione casearia
con i famosi "tumin". La borgata conserva l'antica parrocchiale dei
SS. Angeli Custodi (1848) e la nuova chiesa (1969). Ogni anno a
Natale vi si svolge la Sacra Rappresentazione della Navità.
Da questo itinerario sono rimaste
escluse: Verso Sud la borgata Vittoria ed il complesso
della Provanina il cui nome
Verso Nord la frazione Vesignano, centro agricolo che ospita aziende metalmeccaniche e dove ha sede la centenaria Società Agricola Operaia. IL TORRENTE ORCO: L'Orco (probabilmente antico toponimo riferito all'acqua) nasce dalle pendici meridionali del Gran Paradiso. Ha ricoperto un'importanza fondamentale per lo sviluppo agricolo, artigianale ed industriale del Canavese: rappresenta inoltre uno dei bacini idroelettrici più importanti del Piemonte. E' un'oasi naturale da frequentare ricca com'è di specie arboree e faunistiche. Gli interventi in fase di attuazione sulla sponda destra e la passerella pedonale sulla Provinciale, costituiscono il primo atto verso un'adeguata protezione e valorizzazione dell'area. Nelle stagioni più adatte, primavera o inizio estate vi si possono praticare piacevoli attività sportive. Lungo le rive del torrente, noto sin dall'antichità per i suoi depositi auriferi e per ciò denominato "Eva d'Or", si possono incontrare appassionati cercatori. L'attraversamento del torrente, da Rivarolo verso Ozegna, per secoli fino alla fine del 700, era garantito da precari guadi o da una piattaforma mobile per traghettare, ubicata al termine della strada detta della "Ressia" tra il Castello Malgrà e il Castellazzo, che venne poi sostituita da un ponte di legno. Nel 1850 la Comunità rivarolese, a proprie spese, costruì un bel ponte in laterizio a tre arcate che è stato distrutto dalla piena del settembre 1993. Nel novembre 1996, dopo soli tre ani, a cura delle pubbliche amministrazioni, è stata aperta la nuova e moderna struttura in cemento, indispensabile per rapidi collegamenti con l'Eporediese. Nei pressi del torrente non mancano testimonianze storico/architettoniche : la Cappella del Glario, costruita in regione Gave tra il 1881 ed il 1885, sul luogo ove sorgeva la Chiesa della Beata Vergine, travolta dalle acque nel 1523 e sede di un antico "Hospitale" citato in documenti medievali: il Santuario della Madonna del Bosco (sec. XVII) con annesso Convento un tempo affidato ai Frati Minori di San Francesco poi soppresso: la Chiesa si trova nel territorio di Ozegna. IL PARCO DEL CASTELLO MALGRA': Acquistato dal Comune nel 1982 insieme al castello ha un'estensione di 6 ettari: un ampio viale, fiancheggiato da noci americani che hanno preso il posto dei secolari olmi, conduce al ponte levatoio tra due ampie superfici erbose. Sulla sinistra spiccano un'acacia di Costantinopoli ed un'imponente cedro. Intorno al parco corre una fascia boscosa con esemplari di querce, castagni e begolari. La vecchia cascina ospita la Pretura mentre nelle scuderie è prevista un'area ricettiva con punto di ristoro. Davanti al castello permangono le vestigia di quello che doveva essere un piccolo giardino con esemplari di magnolia e qualche palma. Il parco costituisce un'oasi verde ed un punto di riferimento per tutta la città che con ulteriori interventi, con una corretta gestione ed un puntuale controllo potrà essere valorizzato al meglio. Foto di Franco Sacconier da "Rivarolo, la mia città" |