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Rivarolo C.se

 

RIVAROLO CANAVESE

Lo stemma Scudo ovale sagomato di colore argenteo a tre bande di nero contornato da un disegno a cartoccio con il calce la leggenda "VIGILANTIA", sormontato da corona a cinque torri cui sovrasta il disegno di un gallo. Schedato nel registro delle consegne delle Armi con il decreto di S.A.R. del 23 maggio 1867. Nel XVIII secolo compaiono l'elmo (poi sostituito dalle torri) ed il gallo unito al motto.

Il gonfalone Consiste di un drappo di colore azzurro ornato da ricami e caricato al centro dello Stemma Comunale. Intorno allo stemma compare una corona d'alloro. Nel suo disegno ricalca il primo gonfalone voluto dalla comunità nel 1848, in occasione della concessione dello Statuto Albertino.

Rivarolo Oggi Situato sulla destra orografica del torrente Orco, Rivarolo è oggi uno dei centri più importanti del Canavese. Sede sin dal 1500 di molini, forni, batticanapa e segherie, ospita oggi industrie meccaniche e manifatturiere di rilievo oltre a numerose imprese artigiane. Il settore commerciale insieme al terziario è in continua espansione: la città è sede di mercato ogni Mercoledì e ogni Sabato. Ogni due anni ospita la "Fiera del Canavese". L'agricoltura e l'allevamento sono praticati nelle frazioni: a fine luglio si svolge l'annuale Fiera di San Giacomo. Le numerose scuole insieme agli esercizi commerciali ed agli altri servizi confermano la vocazione della Città a punto di riferimento per buona parte del Canavese.

Le Vie principali Via Ivrea: L'antica via Maestra è stata per lungo tempo il centro vitale della Città. Rimodellata nel XVIII e nel XIX secolo, secondo un disegno unitario ed armonico, con i suoi portici è una delle vie più belle ed eleganti di tutto il Canavese. La pavimentazione in porfido, che sostituì l'acciottolato con guide in pietra e ruscello centrale,  risale agli anni trenta. Lungo il percorso si incontrano rinomati esercizi commerciali. Oltre alle Chiese barocche, dopo il Municipio verso Piazza Garibaldi, troviamo sulla sinistra Palazzo Broglio e Palazzo Toesca con piccolo giardino, e sulla destra, un palazzo di origine medievale con stemma nobiliare dei conti di San Martino e, poco oltre, Palazzo Palma di Cesnola. Su un arcata di quest'ultimo sono state poste due lapidi a memoria di Alerino Palma di Cesnola, patriota nei moti del 1821 morto esule in Grecia, e Luigi Palma di Cesnola, ufficiale ed archeologo, Console Americano a Cipro e direttore del Metropolitan Museum di New York sino al 1904. Corso Torino - Corso Indipendenza: Asse principale della città, lungo la SS 460 purtroppo congestionata dal traffico, è affiancato da spaziose allee e sede di banche e negozi come in passato lo era di alberghi e caffè. In corso Torino, verso la Stazione, sopravvivono testimonianze della Manifattura Chiesa che tra il 1843 ed il 1870 dava lavoro a più di 300 operai: la palazzina e, in Via Montello, le torri in laterizio per l'essicazione. Su corso Indipendenza interessanti dimore ottocentesche: Casa Pistono, con giardino esotico e con interni Liberty, Palazzo Mattè, Casa Maspes. Sulla sinistra verso Cuorgnè, incontriamo le strutture dell'ex Cotonificio Valle Susa che caratterizzò per oltre un secolo l'economia della città, e più oltre, l'acquedotto del 1932. Il Centro Storico: (Via Trieste, Via Palma di Cesnola, Via Cavour, Via Maurizio Farina, Via San Martino, Via Viano, Via Ospedale, Via Fiume, Via Palestro). Nonostante i cambiamenti degli anni sessanta e settanta in queste strade si può ancora cogliere l'atmosfera ottocentesca immaginandone le carreggiate in pietra ed acciottolato, i vecchi muri, le antiche denominazioni: Via della Carisia, Via del Teatro, Via del Coniglio, Via Saccaria, Via degli Scudetti, Via dell'Ospedale, Via del Pozzo. Numerosi sono gli edifici ricchi di memorie storiche: la sede dell'ospedale settecentesco e della Società Operaia di Mutuo Soccorso, il Patronato Giovani Operaie ancora oggi operante. Il perimetro del Centro Storico: (Corso Italia, Via Carisia, Corso Meaglia, Viale Berrone). Corso Italia fu sistemato nel 1830 con un piano di rettilineamento e con la successiva creazione di una piazza balaustrata (1904), Parco della Rimembranza dopo la I Guerra Mondiale oggi è un'importante arteria stradale con doppia fila di ippocastani e platani. All'altezza dei ruderi dell'antica cinta muraria si raggiunge Via Carisia il cui nome ricorda il vecchio rione e, superato il "terapin", l'ottocentesco collegamento con il ponte sull'Orco, si perviene in Corso Rocco Meaglia, circonvallazione costruita negli anni '70. Dal Corso, che si incunea tra i due castelli, si gode un bel panorama verso Agliè, San Giorgio e le colline moreniche. Dopo la curva s'incontra, sulla destra il rione dei "bastiun" probabile primo nucleo abitativo della città (XI - XII secolo). Poco più avanti sulla sinistra il moderno Asilo Nido progettato alla fine degli anni '70 e la sede dell'Asilo "Maurizio Farina" (1871) risistemata nel 1997. Lungo Viale Berrone si affacciano sul fronte sinistro l'ottocentesco palazzo Truchetti e, più avanti, la casa natale dell'Amm. Adalberto Mariano (1898-1972). Via San Francesco d'Assisi/Via Favria: Quest'area è principalmente occupata dagli Istituti Scolastici con recenti ristrutturazioni destinate al settore commerciale ed abitativo. Dopo la Chiesa di San Francesco, sulla sinistra, è situata la casa di riposo costruita tra il 1923 e il 1927 con successivi ampliamenti grazie al contributo di tanti Rivarolesi.

Le Piazze  Piazza Garibaldi: Ricordata come "Piasa 'd San Roch" si apre sulla Via Ivrea contornata da Palazzo Farina e dalla facciata della Chiesa: è un palcoscenico ideale per manifestazioni. Piazza San Giacomo: Prospiciente la facciata barocca della Parrocchiale si inserisce tra Via Cavour e Via Trieste: nel 1998 è stato risistemato il cortile della parrocchia mentre sul sagrato permane l'acciottolato originale del 1776. L'edificio sulla destra della chiesa ospitava la sede del Comune fino al 1838.

Piazza Litisetto: Sorta nel 1883 quale sede del mercato avicolo, nel sito dell'antico giardino di Palazza Lomellini, è contraddistinta da un porticato in cotto su due lati, parzialmente rifatto negli anni ottanta. Intitolata in origine a Vittorio Emanuele II era conosciuta come "Piasa del buro": attualmente la piazza è dedicata ad un partigiano caduto per la Libertà. Il lato sud è delimitato dall'ottocentesco palazzo della Fam. Faglietto poi donato al Famulato Cristiano quale sede di educandato e, in seguito, casa di riposo per anziani. Nel periodo estivo ospita manifestazioni culturali. Piazza Chioratti: E' il punto nevralgico di Rivarolo, crocevia per le varie direzioni. Si allarga dove un tempo sorgeva il Ponte della Botteria che valica la "bealera" e dalle cui spallette, secondo la tradizione, alcuni rivarolesi solevano oziare: di qui l'appellativo di "Bijautagambe". Nel 1798 vi fu eretto il primo albero della libertà. La roggia venne coperta con una volta a botte nel 1852: il toponimo "'l punt" è comunque sopravvissuto fino ai nostri giorni. Anch'essa oggi è dedicata ad un partigiano. Piazza san Francesco: Antistante l'omonima chiesa è stata completamente risistemata nel 1998. In origine aveva un fondo erboso con una gran pietra dove venivano depositati i feretri prima dell'ultima benedizione. Piazza Zanotti: E' delimitata ad est dalla Stazione Ferroviaria e, ad ovest, da Villa Bulva, bell'edificio ottocentesco con cancellata in ferro. Piazza Massoglia/Piazza Mulinet: Ricavate negli anni ottanta, sul sito delle vecchie discariche, hanno piacevolmente rimodellato l'accesso orientale della città. Queste piazze polifunzionali, oltre a costruire un ampio parcheggio, ospitano i mercati settimanali e le manifestazioni fieristiche.

Itinerari Naturalistici GIRO DELLE FRAZIONI: Dalla strada per Favria, all'altezza del Monumento ai Vigili del Fuoco Volontari, si svolta a sinistra iniziando un interessante percorso su asfalto con possibili deviazioni su sterrato. Si toccano le principali frazioni di Rivarolo attraverso prati, seminativi e boschetti, costeggiando rogge e ruscelli, incontrando isolati cascinali, vecchi forni e resti di mulini.    

Grangia Rossa: un tempo fattoria padronale con scuderia, è appartenuta al conte Carlo Gaudio (1878). Obiano: piccolo centro agricolo le cui case attorniano la chiesetta di San Biagio; quella preesistente pare dipendesse dall'Abbazia di Fruttuaria come indicato nel "Liber Decimarum" del 1368/70. Dopo le frazioni Bolleri, Paglie e Praglie si raggiunge Sant'Anna: con chiesa ed edificio un tempo adibito a scuola. Canton Baudini: pittoresco gruppo di case con forno a legna per produrre pane per la piccola comunità. Argentera: è la frazione più grande e più popolosa. Nel centro si trova la Chiesa di San Grato Vescovo, costruita tra il 1771 e il 1822 e divenuta sede di parrocchia nel 1819. Il vicino cimitero, edificato dalla famiglia Recrosio agli inizi dell'800, conserva al suo interno il cippo dedicato a Renzo Scognamiglio e ad altri quattro partigiani fucilati dai nazifascisti nel marzo del 1945. Lungo la strada verso Mastri si incontra l'edificio che ospitava la vecchia scuola e, poco oltre, la nuova sede delle Elementari. Mastri: forma una comnunità di oltre 350 persone condivisa con il Comune di Bosconero e Feletto. E' diffusa la produzione casearia con i famosi "tumin". La borgata conserva l'antica parrocchiale dei SS. Angeli Custodi (1848) e la nuova chiesa (1969). Ogni anno a Natale vi si svolge la Sacra Rappresentazione della Navità. Bonaudi: gruppo di case di origine sette/ottocentesca con chiesa dedicata alla Vergine nel 1857 per voto contro il colera. Cardine: a poca distanza dalla cappella, recentemente restaurata, si trova un'antica ruota per mulino. Pasquaro: con i nuovi insediamenti industriali ed abitativi è collegata al capoluogo. Ha dato i natali a Madre Antonietta Maria Verna (1773/1838) fondatrice della Congregazione delle Suore dell'Immacolata Concezione e, insieme a Maurizio Farina, del primo Asilo. Merita una visita l'officina del fabbro "Ceco" Tasso con i suoi cimeli preindustriali: purtroppo negli anni settanta hanno eliminato la ruota motrice sulla "Bealera".

Da questo itinerario sono rimaste escluse: Verso Sud la borgata Vittoria ed il complesso della Provanina il cui nome fa riferimento alla famiglia Provana di Leinì e che fu portata in dote ad un rivarolese nella seconda metà del XVII secolo.

Verso Nord la frazione Vesignano, centro agricolo che ospita aziende metalmeccaniche e dove ha sede la centenaria Società Agricola Operaia.

IL TORRENTE ORCO: L'Orco (probabilmente antico toponimo riferito all'acqua) nasce dalle pendici meridionali del Gran Paradiso. Ha ricoperto un'importanza fondamentale per lo sviluppo agricolo, artigianale ed industriale del Canavese: rappresenta inoltre uno dei bacini idroelettrici più importanti del Piemonte. E' un'oasi naturale da frequentare ricca com'è di specie arboree e faunistiche. Gli interventi in fase di attuazione sulla sponda destra e la passerella pedonale sulla Provinciale, costituiscono il primo atto verso un'adeguata protezione e valorizzazione dell'area. Nelle stagioni più adatte, primavera o inizio estate vi si possono praticare piacevoli attività sportive. Lungo le rive del torrente, noto sin dall'antichità per i suoi depositi auriferi e per ciò denominato "Eva d'Or", si possono incontrare appassionati cercatori. L'attraversamento del torrente, da Rivarolo verso Ozegna, per secoli fino alla fine del 700, era garantito da precari guadi o da una piattaforma mobile per traghettare, ubicata al termine della strada detta della "Ressia" tra il Castello Malgrà e il Castellazzo, che venne poi sostituita da un ponte di legno. Nel 1850 la Comunità rivarolese, a proprie spese, costruì un bel ponte in laterizio a tre arcate che è stato distrutto dalla piena del settembre 1993. Nel novembre 1996, dopo soli tre ani, a cura delle pubbliche amministrazioni, è stata aperta la nuova e moderna struttura in cemento, indispensabile per rapidi collegamenti con l'Eporediese. Nei pressi del torrente non mancano testimonianze storico/architettoniche : la Cappella del Glario, costruita in regione Gave tra il 1881 ed il 1885, sul luogo ove sorgeva la Chiesa della Beata Vergine, travolta dalle acque nel 1523 e sede di un antico "Hospitale" citato in documenti medievali: il Santuario della Madonna del Bosco (sec. XVII) con annesso Convento un tempo affidato ai Frati Minori di San Francesco poi soppresso: la Chiesa si trova nel territorio di Ozegna.

IL PARCO DEL CASTELLO MALGRA': Acquistato dal Comune nel 1982 insieme al castello ha un'estensione di 6 ettari: un ampio viale, fiancheggiato da noci americani che hanno preso il posto dei secolari olmi, conduce al ponte levatoio tra due ampie superfici erbose. Sulla sinistra spiccano un'acacia di Costantinopoli ed un'imponente cedro. Intorno al parco corre una fascia boscosa con esemplari di querce, castagni e begolari. La vecchia cascina ospita la Pretura mentre nelle scuderie è prevista un'area ricettiva con punto di ristoro. Davanti al castello permangono le vestigia di quello che doveva essere un piccolo giardino con esemplari di magnolia e qualche palma. Il parco costituisce un'oasi verde ed un punto di riferimento per tutta la città che con ulteriori interventi, con una corretta gestione ed un puntuale controllo potrà essere valorizzato al meglio.

Foto di Franco Sacconier da "Rivarolo, la mia città"