Lanzo fu centro politico ed amministrativo molto
importante sin dalle prime testimonianze che si
hanno su esso: all'inizio del Mille lo si trova
indicato col toponimo Curtis Lanceii;
successivamente, con vari toponimi simili, è feudo
di appartenenza, con le Valli, ora del Vescovo di
Torino, ora dei Savoia e anche dei Monferrato, per
svariati anni in competizione tra loro.
Con la Marchesa Margherita nel 1305 divenne una
Castellania, con tutti i privilegi che ciò
prevedeva, tra i quali la Credenza e
l'esonero per i Lanzesi dal partecipare alla guerre
al di là dei monti. Verso la metà del secolo XVII il
castello di Lanzo, considerato uno dei più
importanti del Piemonte, viene assediato, espugnato
(1551) e distrutto (1556-1557) dai Francesi
comandati dal duca Carlo di Brissac, eccezion fatta
per la porta di accesso al borgo, ancor oggi
esistente e ben conservata (Torre Civica di Aymone
di Challant).
In seguito alla Pace di Cateau-Cambrésis il borgo
torna in mano ai Savoia con Emanuele Filiberto
(1559); alla sua morte passa in mano a sua figlia
Maria (1577), sposa di Filippo d'Este, assieme a
tutte le Valli (eccezion fatta per Lemie e Usseglio):
in tale occasione Lanzo divenne Marchesato. Il
governo degli Este fu rovinoso per Lanzo, che
perdette molti privilegi nei confronti dei Paesi
limitrofi, come quello di ottenere il dazio per ogni
persona che transitava sul Ponte del Diavolo, unica
strada di collegamento tra Torino e le Valli.
Dopo varie vicissitudini tra Este e Savoia il 1
luglio 1725 il feudo di Lanzo viene venduto al conte
Giuseppe Ottavio Cacherano Osasco della Rocca; alla
sua morte passa al nipote e nel 1792, non avendo più
eredi, torna in mano regia.
In seguito alla Rivoluzione francese nel 1798 Carlo
Emanuele IV, succeduto a Vittorio Amedeo III, decise
di abbandonare i suoi territori in Piemonte per
rifugiarsi in Sardegna e anche Lanzo passò in mano
austriaca; in seguito alla battaglia di Marengo il
Piemonte tornò in mano francese e Lanzo divenne
capoluogo di arrondissement per poi divenire capo
distretto.
Nell’Ottocento Lanzo, da centro agricolo, divenne
una cittadina mèta di villeggiatura da parte di
molti cittadini torinesi: questa vocazione turistica
aumentò esponenzialmente con l’arrivo della ferrovia
nel capoluogo valligiano il 6 agosto 1876, e
testimonianza ne sono ancora oggi le numerose
residenze di villeggiatura. Quasi nello stesso
periodo di insediarono nel territorio lanzese le
prime industrie meccaniche, tessili e cartarie.
La tradizione vuole che nel 1679 il medico lanzese
Teobaldo Pecchio, aiutato dal panettiere Antonio
Brunero, inventò il ghersin, che col tempo si
diffuse in tutta Italia col nome di Grissino:
Pecchio fece cuocere dal panettiere Brunero un pane
molto sottile, croccante e facile da digerire per
curare la gracilità e l'inappetenza del giovane
Vittorio Amedeo II di Savoia dandogli, appunto, il
nome che poi diventò famoso in tutto il mondo.