Storia
Dalle origini al 1594
Tracce
di insediamenti precedenti si possono comunque
ritrovare sia in epoca preistorica (incisioni
rupestri sulle pendici del monte Vandalino) sia in
età romana (monete e mattoni).
La prima testimonianza storica dell'esistenza di un
centro denominato "Bricarasio" risale al
1159 e consiste nel nome di un Guglielmus de
Bricarasio che fece da teste in una donazione in
favore dell'abbazia
di Staffarda disposta dai signori di
Luserna.
Il nucleo primitivo del paese si trovava in
posizione discosta, presso l'attuale abitato di
San Michele; la presenza dei pedaggi, la
scomodità delle comunicazioni e la diffusione del
commercio attraverso le vie della
Val Pellice fecero sì che nel
1324 fosse fondata presso la collina del
Castello la nuova Bricherasio (dove oggi sorge il
capoluogo). Il centro, che fin dal
1243 aveva giurato fedeltà ai
Savoia-Acaia di
Pinerolo, si sviluppò anche grazie alla
conquista dell'autonomia comunale nel
1291 ed alle franchigie, ai privilegi e alle
esenzioni concesse dal principe
Filippo I di Savoia-Acaia. Nel
1360 la sconfitta di
Giacomo di Savoia-Acaia nella guerra contro
Amedeo VI di Savoia determinò un cambio di
signoria per Bricherasio, che fu concessa in feudo
ad una famiglia di origini monferrine, i
Cacherano.
Sotto il loro controllo Bricherasio conobbe un
silenzioso ma cospicuo sviluppo commerciale ed
economico, che raggiunse il suo apice nella
redazione nel
1467 degli Statuti comunali. Il
XVI secolo chiuse l'epoca di grande prosperità
ed aprì il momento della crisi:
spagnoli e
francesi in lotta sulla terra italiana per
conquistare l'egemonia in Europa devastarono a più
riprese le terre bricherasiesi finché un contingente
francese giunse ad assediare e a costringere alla
resa una prima volta la fortezza nel
1537.
L'assedio
L'ascesa al trono di
Savoia del duca
Carlo Emanuele I di Savoia significò per il
Piemonte un periodo di guerre con la
Francia. In particolare la conquista del
Marchesato di Saluzzo ed il tentativo di
espansione in
Provenza fu pagato a caro prezzo. Un esercito
agli ordini del duca di
Lesdiguières penetrò nel 1592 in
val Chisone, occupò
Perosa Argentina e si insediò a Bricherasio,
ricostruendo e potenziando con sei bastioni ed
altrettanti cannoni la fortezza distrutta 57 anni
prima. Dopo alterne vicende militari ed un fallito
assedio, il
18 settembre 1594 comparve sotto le mura di
Bricherasio un esercito ducale composto da circa
10.000 soldati lombardi, piemontesi, svizzeri e
spagnoli e pose l'assedio alla potente rocca difesa
da soli 800 soldati stremati dalle malattie e dalla
fame. Il duca stesso guidò le operazioni allestendo
una potente batteria che negli ultimi momenti giunse
a contare 18 pezzi.
Nonostante la preponderanza delle forze savoiarde e
la disparità di mezzi i Francesi si difesero come
leoni e resistettero per un mese ottenendo la resa
il 23 ottobre con l'onore delle armi. La dura
battaglia, cantata da poeti e celebrata
dall'incisione del pittore di corte dei Savoia
Caracca, costò forti perdite alla popolazione
civile, ridotta a soli 349 sopravvissuti, e provocò
ingenti distruzioni in tutto il paese, come
riferiscono le cronache del tempo.
Dal 1594 ad oggi
Le
guerre che sconvolsero l'Europa nel
Seicento portarono i loro lutti anche a
Bricherasio; il castello fu preso e perduto varie
volte e il paese fu riconsegnato ai Savoia solo nel
1630 in condizioni deplorevoli: i mulini erano
distrutti, la peste mieteva vittime, l'80% della
superficie delle campagne era rovinata, i sette
decimi del paese devastati. Proprio in conseguenza
di un tale disastro Bricherasio venne ricostruita e
modificò la propria topografia.
Alle
contese politiche si aggiunsero i contrasti
religiosi tra cattolici e
valdesi, che provocarono morti e distruzioni; un
eccidio, che costò la vita ad 80 abitanti, fu
perpetrato dalla truppa francese del
colonnello Sailly nel
1690; finalmente con la conclusione della guerra
di successione spagnola nel
1714 si chiuse per Bricherasio l'epoca più buia.
Durante il
Settecento riprese vigore l'agricoltura, fu
ricostruito ed abbellito il paese, le attività
economiche ebbero nuovo impulso. La
Rivoluzione francese fece sentire i suoi effetti
anche nella bassa Val Pellice ed a Bricherasio nel
1797 furono cacciati i Cacherano e proclamata la
fedeltà al governo provvisorio repubblicano del
Piemonte. La
Restaurazione del
1814 vide il ritorno dei Cacherano; la
partecipazione gioiosa alle notizie dei moti del
1848 e i festeggiamenti dedicati alla spedizione
di Garibaldi testimoniarono la passione dei
Bricherasiesi per gli eventi risorgimentali.
Il paese si sviluppò grazie anche all'opera di
personaggi illustri come il generale
Filippo Brignone ed
Edoardo Giretti: furono migliorate le scuole,
sistemato l'ospedale e organizzato l'asilo
infantile. Crebbero le industrie: la seta, i
distillati ed il cioccolato assunsero un peso assai
significativo nell'economia locale, mentre l'arrivo
delle linee ferroviarie favorì le comunicazioni con
il resto del Piemonte. Il periodo fascista vide un
irrigidimento della vita pubblica e durante la
resistenza si assisté sia ad episodi eroici sia a
crudeli eccidi. Tra questi ricordiamo quello della
borgata Badariotti, in cui il
18 novembre
1944 truppe tedesche e italiane della repubblica
di Salò sterminarono durante un'azione di
rastrellamento un'intera innocente famiglia. Il boom
economico con lo sviluppo dell'industria edile, la
trasformazione dell'ospedale in casa di riposo e la
costruzione della scuola media del capoluogo
contribuirono a rendere Bricherasio un paese moderno
e dotato di tutti i servizi, che continua la sua
crescita anche oggi.
Luoghi d'interesse
Chiesa di Santa Maria: la barocca chiesa
parrocchiale di Santa Maria fu costruita nel
1602, in sostituzione della primitiva
parrocchiale sita sulla collina e devastata dalle
invasioni francesi di fine Cinquecento.
Ha pianta longitudinale, con tre navate sorrette da
pilastri; quella centrale ha una volta a botte
affrescata nell'Ottocento, le due laterali hanno
volte a crociera e in ogni campata sono
completate da un altare laterale. Le volte sono
sorrette da pilastri e capitelli privi di funzione
portante e lesene in finto marmo rosa alleggeriscono
per mezzo degli effetti coloristici tipici
dell'architettura barocca.
Al suo interno trovano posto un fonte battesimale in
marmo con copertura in legno del
1699 ed un altare con icona lignea dorata del
1725 raffigurante il trionfo della Vergine.
Inoltre al suo interno si trovano alcuni quadri
quali un "Estasi di S. Giovanni" di
Lorenzo Delleani, una "Madonna" del
Barbavara, un "Calvario" del
Marietti e "Due santi oranti" del
Morgari. Di particolare interesse è anche
l'organo ottocentesco dei fratelli Collino.
Il
campanile che l'affianca risale al 1828-32 ed
era in origine dotato di una
cuspide in
piombo rimossa nel
1860 e mai più sostituita per via dei danni
causati dall'infissione di quattro
bandiere tricolori.
Chiesa di San Bernardino: fu ricostruita all'inizio del Settecento in forme barocche, con pianta centrale, cupola, elegante coro ligneo; l'interno è mosso da lesene binate.
Chiesa della Madonna del Castello: la chiesa della Madonna del Castello fu eretta nel Settecento al posto delle distrutte fortificazioni bricherasiesi, col simbolico intento di edificare un luogo di pace al posto della sede di tante sofferenze. La costruzione, di gradevoli forme barocche con uno slanciato campanile, è ancora oggi meta di passeggiate e pellegrinaggi che percorrono la scalinata in pietra che la collega alla piazza centrale del paese.
Palazzi di Piazza Santa Maria: alcune costruzioni secolari fanno da cornice alla piazza della chiesa parrocchiale. Vi sorgono le forme eleganti di palazzo Belmondo (XVIII-XIX secolo), sede di una delle famiglie nobili più antiche del paese, palazzo Barberis (XVII-XIX secolo) e il palazzo del comune, edificato tra il XVII e il XVIII secolo, dotato di un ampio porticato e di un vero gioiello quale il soffitto cassettonato ligneo della sala di rappresentanza.
Le Case del Quattrocento: del primo nucleo della "Villa nova" di Bricherasio restano solamente due case con mattoni a vista in via Molarosso. Dotate di tipiche finestre con arco a sesto acuto e di un porticato rappresentano le ultime vestigia della Bricherasio medievale.
La Casa Brignone: posta nella via omonima, la dimora diede i natali al generale Filippo Brignone (1812-1877), conquistatore di Spoleto, combattente a Custoza e senatore del Regno. È una casa di tre piani con balconata in ferro, due torrette ed una piccola fattoria.
Palazzo Cacherano: i Cacherano di Bricherasio, signori del paese dal 1360 al 1797, non si limitarono a costruire lo splendido palazzo Bricherasio di via Lagrange a Torino, ma in paese risiedettero dapprima in una dimora ai piedi della collina e poi, a partire dal '500-'600, nell'attuale palazzo Cacherano all'ingresso del paese. Circondato da un ampio parco, il palazzo possiede eleganti forme barocche: un ordine inferiore di arcate ed uno superiore di lesene conferiscono movimento alla casa signorile.
Palazzo Ricca di Castelvecchio: proprietà di una famiglia capace di far grande fortuna con il commercio della lana e di assurgere poi ai fasti nobiliari, il palazzo si trova all'imbocco del paese, dalla parte del lato orientale di piazza Santa Maria, nel quartiere di Porta Pinerolo. Edificato nel Seicento, presenta sulla via su cui si affaccia un elegante scorcio di architettura barocca che fece dire ad un sindaco bricherasiese dell'Ottocento che il luogo in cui sorgeva era "la contrada più civile del borgo, ove si suole fare la passeggiata".
Villa Daneo: risalente al 1700, il palazzo si trova un po' discosto verso il margine sud-est del paese, in via Campiglione. Appartiene alla famiglia del senatore del Regno Edoardo Daneo ed è costruito secondo i dettami di una signorile casa padronale. È sede estiva del consolato di Danimarca per il Piemonte e la Valle d'Aosta.
